Aikido perchè? - Aikido a Bologna

Vai ai contenuti

Menu principale:

Aikido perchè?

Aikido > Storie
E’ appena finito l’Expo e ci sono tanti pareri su come è stato vissuto questo evento. Chi dice che è stato bello, chi dice che era noioso, chi dice che era interessante e così via. E’ normale che vi siano tanti commenti per un avvenimento così importante.  Ma avete visto quante ore di attesa per vedere il padiglione della Cina, della Malesia, della Thailandia e soprattutto quello del Giappone?  E’ qualcosa che deve far riflettere perché è strano, ma la gente occidentale aveva voglia di vedere qualcosa di diverso, sembrava sentisse la necessità di scoprire dei mondi che sono agli antipodi  del nostro. La curiosità della diversità sembrava avesse contagiato un sacco di persone. In fin dei conti gli orientali sono proprio diversi, dalla statura, dagli occhi a mandorla, dal cibo, dai movimenti e dalle loro filosofie.  In particolare il Giappone (pensate 7 ore di attesa all’Expo!) ha riscosso un successo forse impensato. In fin dei conti fino al 1840 il Giappone aveva ancora i Samurai (che vuol dire servitore) ed era proprio un mondo a parte. In poco tempo ha cambiato volto diventando una delle più grandi potenze industriali del pianeta. Tuttavia, nonostante questa epica trasformazione, molte tradizioni si sono mantenute, come la cerimonia del tè, le arti marziali e i riti di purificazione. Un Paese che cambia radicalmente il proprio essere ma che manitene vive le proprie radici, desta curiosità, senza ombra di dubbio. E tra le curiosità che il Giappone ci offre, ne esiste una che si chiama Aikido. Un’arte marziale, cioè prima è un’arte e poi è anche marziale. E quello che stupisce è che fu inventata verso la metà del 1900 e quindi è giovane, anche se deriva dalle gesta degli antichi. Quale necessità vi era per creare un’altra arte marziale? Ne esistono a sufficienza! E soprattutto, il Maestro che la creò, disse che vi erano solo 16 tecniche! Incredibile e impensabile! E’ anche vero che poi il Maestro aggiunse che le tecniche erano 16 ma elevate all’infinito. Ancora, ma perché nacque l’Aikido? E’ semplice. Per imparare a non rimanere intrappolati nella tecnica; avere la possibilità di creare all’infinito; cercare la relazione e la comunicazione. Ora, fate mente locale. Portatele  nella vita quotidiana la relazione e la comunicazione, l’apertura mentale e la sicurezza. Pensate che vi sia utile, tutto questo? Io penso di si ed è questo che l’Aikido cerca di fare. Ecco perché è prima un’arte e poi è marziale. E’ luogo comune che le persone pensino che le arti marziali siano nate per l’autodifesa. E l’Aikido non fa certo eccezioni. La gente pensa che praticare i kata, i combattimenti e le tecniche siano solo importanti per il fisico e per difendersi dagli aggressori. Non possiamo affermare che questo non sia vero, ma ciò che di fondamentale produce l’allenamento intenso dell’aikido è la formazione interiore della persona, la consapevolezza di essere e di volere, la costruzione di una personalità orientata al rispetto degli altri, la visione che il mondo può essere visto con una diversa angolazione con più armonia e serenità. L’edificazione di quei valori che le nuove generazioni fanno fatica a trovare, sono uno dei “must” che la pratica dell’Aikido interiorizza nelle persone.
Steve Jobs disse: be foolish, be hangry, io aggiungerei: siate curiosi e provatela.
Claudio


Privacy Policy
Torna ai contenuti | Torna al menu